Vitigno
Pinot nero; Chardonnay
Gradazione Alcolica
Vol. 12%
Vinificazione e Affinamento
La raccolta delle Uve Chardonnay e Pinot Nero avviene separatamente per poter effettuare la raccolta all’apice qualitativo di entrambe. L’uva si raccoglie manualmente tra la fine di agosto e la prima decade di settembre, in cassette che, portate in cantina, vengono subito lavorate a bassa temperatura, con una resa limitata. Segue una fermentazione alcolica controllata, a basse temperature, e la permanenza sui lieviti fino ai primi mesi dell’anno successivo. Viene quindi effettuata la selezione per la costituzione della base spumante che sarà avviata alla rifermentazione in bottiglia per un periodo minimo di 12 mesi e dopo la sboccatura un ulteriore affinamento minimo di 1 mese in bottiglia
Aspetto
Colore rosa tenue
Naso
Le note di fragola di bosco e melograno al naso, con un finale dolce di lampone e mascarpone
Bocca
Gusto caratterizzato dalla pastosità della beva e una sensazione di piacevole freschezza, nel finale un richiamo velato di frutti rossi di bosco
Abbinamenti
Ideale come aperitivo, oppure da abbinare a piatti di pesce o carni bianche, da provare con pizza, pasta o lasagne
Formato Bottiglia
0,75 lt
La tenuta si trova in collina, nella prima parte dei Colli Orientali del Friuli, a pochi minuti dall’Abbazia di Rosazzo. La villa padronale, in origine, era una fortezza medioevale a presidio delle strade sottostanti. Trasformata nel 1550 in abitazione dalla famiglia nobile Antonini, è stata interamente ristrutturata ed è oggi la struttura centrale della tenuta: una villa che svela nei particolari la sua storia secolare.
Ai piedi della villa si trova la cantina di Torre Rosazza. Oggi vincolata dalle Belle Arti, come tutta la villa, la cantina ha subito numerose evoluzioni nei secoli. Prima magazzino agricolo, è stata totalmente dedicata alla produzione vitivinicola dagli anni 50. Da allora l’innovazione tecnologica non si è mai fermata. Negli anni 80 abbiamo introdotto il “freddo” per la lavorazione delle uve bianche con i serbatoi di acciaio e poco dopo, con l’inizio del progetto Altromerlot è aumentato l’uso delle botti in legno da 225-300 litri, più piccole delle classiche friulane. Per arrivare agli anni 2000, con un rinnovamento completo e l’inserimento dei serbatoi in acciaio inox di piccole dimensioni, per garantire la migliore gestione delle uve coltivate e raccolte nei “ronchi”.