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PRIMO PASSAGGIO BIO | DOS TIERRAS VINI BADALUCCO

18,50

Disponibile

Vitigno Uve bianche Gradazione Alcolica Vol. 14% Vinificazione e Affinamento Fermentazione alcolica in botti scolme di rovere. Affinamento 6-12 mesi in legno Aspetto Colore ambrato brillante Naso Al naso è intenso, ampio, complesso; con note di agrumi canditi, sensazioni ossidate e leggermente speziate Bocca Il palato è pieno, interessante trama tannica e finale lungo Formato Bottiglia 0,75 lt
Petrosino, provincia di Trapani. Un piccolo paesino sul mare tra Marsala e Mazara del Vallo. Pierpaolo Badalucco, poco più che ventenne, presa la laurea, parte alla volta di Madrid per un corso di perfezionamento. Qui incontra Beatriz che diventerà sua moglie. Dopo qualche anno decide di far rientro a casa in Sicilia e di salvare i vigneti di famiglia (4 ettari ed un oliveto) che il padre poco alla volta sta alienando non potendo più gestirli direttamente. Il loro progetto è quello di impiantare uvaggi spagnoli in terra di Sicilia e tracciare un ponte ideale e culturale tra le due terre. Pierpaolo, che rappresenta la quarta generazione di produttori di vino Marsala, porterà in dote la conoscenza dei legni (in nessun vino viene utilizzato l’acciaio se non per la parte di fermentazione tumultuosa) e soprattutto la tradizione, continuando ad esempio la pressatura con i piedi e l’assenza di qualsiasi tipo di tecnologia, ma anche come lavorare sui tagli delle masse e gestire le ossidazioni etc… Beatriz rappresenterà sé stessa in azienda attraverso la scelta di impiantare varietà spagnole, in primis il Tempranillo, varietale tipico della Rioja nella Spagna settentrionale. La grande particolarità di questa cantina è quella di sperimentare blend siculi-spagnoli in assenza totale di “chimica-laboratorio”. E i vini sembrano sempre più avvicinarsi ai sapori dei vini che il nonno di Pierpaolo faceva un tempo. Beatriz li rende “unici” e inequivocabili con le sue uve spagnole. Pierpaolo ama definire la sua coltivazione “Bio-limitata”. Trattamenti e lavorazioni solo se necessario (nonostante annate dimezzate da errori). Qualcosa di Bio-dinamica. Zero o quasi zero analisi. Solo conoscenza sensoriale delle uve e dei vini. In cantina, l’unica tecnologia è il freddo in fase tumultuosa. I tempi in cantina si allungano tantissimo, creando un legame con il passato, ma soprattutto un nuovo equilibrio dei vini che non si può avere con i tempi delle tecnologie moderne.